Il pensatore francese Montaigne scrisse: “La mia vita è stata piena di terribili disgrazie, la maggior parte delle quali mai avvenute”.
L’ansia è proprio questo: un disturbo che ci porta ad avere una visione distorta ed esagerata delle normali preoccupazioni e che ci fa sentire intrappolati in una sorta di ragnatela da noi stessi tessuta, costringendoci a lottare per liberarcene.
L’ansia però di per sé non è qualcosa di negativo, ma è un meccanismo emozionale di difesa nei confronti di una situazione ritenuta pericolosa. Da questo punto di vista, non è nulla di patologico, ma si tratta semplicemente di un’emozione al pari di tante altre, come la gioia o la rabbia, con un ruolo utile alla sopravvivenza, da cui ne deriva che una certa quantità d’ansia può addirittura migliorare le prestazioni e il modo di esprimere noi stessi.
Di seguito sono descritte 3 caratteristiche positive che solo chi soffre d’ansia può avere.

 

1. Vantaggio in termini evoluzionistici

Come già accennato, l’ansia è una normale reazione dell’organismo, una sorta di campanello d’allarme, di fronte ad un evento pericoloso per la nostra incolumità, o che noi percepiamo come tale.
Ciò scatena delle reazioni fisiche: il sistema nervoso simpatico diventa iperattivo, il battito cardiaco e il flusso sanguigno aumentano, i muscoli si predispongono alla fuga, le pupille si dilatano per allargare la visione periferica e l’udito diventa più sensibile. Si tratta in realtà di reazioni funzionali in prossimità di un pericolo, in quanto ci servono a rimanere guardinghi e pronti ad affrontarlo.
Quindi non è errato pensare che un giusto livello di ansia sia utile alla sopravvivenza, in quanto ci permette di avere la motivazione necessaria per prepararci al meglio in vista, ad esempio, di un esame o di un colloquio di lavoro, e di affrontarlo con la giusta determinazione per superarlo.
Spingendo in là questo pensiero, possiamo addirittura considerare l’ansia come un vantaggio evolutivo, ovvero uno dei tanti tratti della specie umana che si sono sviluppati nel corso dell’evoluzione, al pari dell’intelligenza.
Bisogna infatti considerare che l’ansia, portandoci ad evitare delle situazioni rischiose, ci ha permesso di avere una percentuale di sopravvivenza più alta, contribuendo a conferire alla specie umana un vantaggio evolutivo.
Il ruolo adattivo dell’ansia funziona però solo se i livelli ansiogeni non sono né troppo alti né troppo bassi, ma si assestano ad un livello ottimale.

 

2. Favoriti nelle relazioni sociali

Anche se le persone che soffrono di ansia si sentono spesso a disagio nelle relazioni umane e si percepiscono goffe e impacciate, non devono preoccuparsi perché, come dimostrano i risultati di una ricerca condotta dal Dr. Robb Willer, il loro comportamento ispira fiducia nel prossimo.
Addirittura un atteggiamento ansioso, caratterizzato da un lieve imbarazzo, verrebbe da alcuni considerato un pregio, suggerendo che non sia necessariamente un ostacolo da combattere, ma anzi una caratteristica emotiva con connotazioni positive che può anche rivelarsi un prezioso alleato.
L’ansia funge da collante nelle relazioni umane ed è in grado di promuovere il sostegno reciproco e la collaborazione nella vita di tutti i giorni.
Inoltre, pur sentendosi inizialmente inibiti nel fare amicizia, il modo in cui le persone ansiose sono considerate dagli altri è molto più positivo di quanto non pensino.
Spesso l’ansioso tende a minimizzare la qualità delle proprie amicizie, ritenendole non particolarmente buone, mentre i loro amici hanno un giudizio decisamente più positvo in merito.
Il fatto di svalutare qualsiasi cosa facciano rispetto al reale valore oggettivo o attribuito dagli altri è tipico dei soggetti ansiosi, e non risparmia le amicizie, che in realtà sono molto più affidabili di quanto gli ansiosi non pensino.

 

3. Prestazioni migliori

Quando l’ansia non è eccessiva, può influenzare positivamente le prestazioni.
Un esempio è dato dalla memoria, considerata scarsa dalle persone ansiose in quanto tendono a temporeggiare prima di rispondere ad una domanda, riflettendo parecchio e soppesando le possibili alternative.
La poca fiducia che gli ansiosi ripongono nella propria memoria è però in linea di massima immotivata e irrealistica perché il fatto di avere bisogno di un maggior tempo di codifica per elaborare una risposta non significa affatto che la memoria funzioni male, tutt’altro.
Non a caso gli studenti che ottengono i risultati migliori agli esami sono generalmente dei soggetti ansiosi dotati di buona memoria, nonostante sicuramente saranno convinti del contrario.
Stiamo però parlando di studenti con un’ansia non eccessiva e con livelli di abilità molto elevati; essi sono infatti in grado di combattere gli effetti dannosi dell’ansia e anzi di migliorare, grazie ad una maggiore motivazione e spinta, il rendimento scolastico.
Relativamente alle prestazioni, un’ansia troppo bassa può causare inerzia; più l’ansia aumenta, più migliora la funzionalità del corpo, ma ciò è vero solo fino ad un certo livello cosiddetto “ottimale” di ansia in cui l’organismo rende al massimo e le prestazioni sono ottimizzate; al di sopra di esso, l’ansia provoca dei disturbi psicologici e una sofferenza che, viceversa, fa peggiorare le prestazioni e interferisce negativamente con la qualità della vita.

 

Conclusioni

Sebbene i significati solitamente attribuiti all’ansia siano per lo più negativi, essa può avere degli effetti davvero positivi sui soggetti che ne soffrono. Nonostante sia una sensazione poco piacevole da provare, in cui ci si sente assaliti da un fastidioso senso di paura e di allerta, l’ansia è funzionale alla sopravvivenza, può favorire le relazioni sociali e migliorare le prestazioni.
In poche parole, l’ansia può rivelarsi una grande benedizione per chi ne soffre, soprattutto per chi è in grado di accettarne gli aspetti positivi e di controllarla dando il meglio di sé fino a poter a migliorare la propria vita.

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