La società contemporanea ci offre moltissimi stimoli esterni, a cui finiamo per obbedire senza neppure più rendercene conto. In televisione e sui giornali si vedono solo modelle bellissime, estremamente magre e sempre perfette? Immediatamente, pensiamo che anche noi dovremmo essere così, che il mondo si aspetta che noi ottemperiamo a quell’irraggiungibile modello. La società ci vuole mogli premurose, madri efficienti, lavoratrici indefesse? Ecco che ci facciamo in quattro per corrispondere a tutte queste aspettative, per dimostrare che siamo all’altezza, che ce la possiamo fare.

Le giornate sono piene di impegni e spesso non abbiamo il tempo di fermarci a riflettere, ma se potessimo farlo dovremmo chiederci: è davvero questo quello che IO desidero? Succede infatti che ci adeguiamo in modo automatico al mondo circostante, finendo per dimenticare quelli che erano i nostri desideri, i nostri sogni, quello che volevamo davvero. Ci sentiamo costrette da catene invisibili, rinchiuse in una gabbia da cui non esiste via d’uscita. Eppure, basterebbe prendere consapevolezza che nessuno ci vincola davvero, nessuno ci impone nulla, per uscire da quella gabbia e tornare ad essere libere.

Ricordate il film Matrix?

In quella pellicola il protagonista viveva in un mondo che credeva assolutamente reale; ma ad un certo punto scopre che si tratta di una finzione, anzi, di una sorta di enorme simulazione computerizzata.

Il punto però è che lui può decidere se vedere o meno: se andare oltre le apparenze per scoprire la verità o accontentarsi di continuare a credere in quello in cui ha sempre creduto, e di vivere nel modo in cui ha sempre fatto.

Anche se noi non siamo circondati da macchine che vogliono ingannarci, in un certo senso quello che spesso ci accade è molto simile.

Ci contentiamo della realtà apparente e finiamo per crederla l’unica possibile, costruiamo un’enorme simulazione nella nostra testa a cui giorno dopo giorno proviamo ad adeguarci. La prigione da cui ci sentiamo costrette, però, non esiste altrove che nella nostra mente.

Affrancarsi dai vincoli e dai luoghi comuni di una società che ci soffoca e ci ingabbia dentro ruoli predefiniti è possibile ma richiede una grande dose di coraggio, e anche forse un po’ di incoscienza, ma non è necessariamente questo che dobbiamo fare.

Possiamo organizzare una nostra piccola evasione personale, forse non rivoluzionaria ma di certo salutare per il nostro umore e per la nostra anima.

Ogni giorno cerchiamo di ricordarci chi siamo davvero con piccoli gesti che ci aiutino a mutare la prospettiva. Tutte le nostre amiche pensano che sia necessario pubblicare ogni cosa che mangiano su Facebook, o far sapere a tutti in quale luogo sono state?

Noi invece conserviamo il nostro riserbo, emergiamo dalla massa, stacchiamoci dalla schiavitù nei confronti dei mezzi informatici e dei social network.

I media ci impongono un modello di bellezza che non assomiglia nemmeno un po’ al nostro fisico? Invece di deprimerci e di escogitare diete drastiche, mettiamoci davanti ad uno specchio, riscopriamo quello che di bello c’è in noi con occhi limpidi, spogliati dai lustrini del mondo dello star system.

Mettiamo un bel vestito che ci fa sentire allegre, anche se non è di moda, e usciamo in strada con un bel sorriso stampato sulla faccia.

Non abbiamo mai tempo per noi stesse perché dobbiamo badare a genitori anziani e figli, per poi correre al lavoro? Ritagliamoci a dispetto di tutto e di tutti un po’ di tempo per leggere, ascoltare musica, o far qualunque altra attività che sollevi il nostro spirito. Tutte le altre incombenze, all’improvviso, sembreranno diventare meno onerose.

No, tutto questo non è facile nè immediato, ma è necessario per tornare a respirare una boccata d’aria in una realtà sempre più soffocante, e che avvilisce soprattutto gli animi più sensibili. Smettiamo di essere schiave del sistema, cambiamolo da dentro, poco alla volta, dolcemente come solo le donne sanno fare. Questo sarà di grande giovamento soprattutto a noi stesse, ci aiuterà a sentirci meno frustrate, a perdonarci i piccoli difetti senza colpevolizzarci se non siamo come gli altri avrebbero voluto.

E chissà che un giorno le piccole scelte che noi facciamo oggi non contribuiscano a creare un mondo migliore, dove le persone in pace con se stesse siano più felici e più aperte al prossimo.