La claustrofobia è un disturbo altamente limitante, chi ne soffre è sempre intrappolato in una paura angosciante ed irrazionale dalla quale non riesce in alcun modo sfuggire.

Ciò che più terrorizza non è esattamente lo spazio chiuso o ristretto in quanto tale, ma la sensazione di soffocamento che si prova in luoghi che non hanno semplici vie di fuga.

Il claustrofobico ha infatti la mania di cercare, continuamente e con lo sguardo, ogni possibile via di fuga dal luogo in cui non si trova. Nel momento in cui non ne trova si sente “intrappolato” ed in pericolo, lasciando così via libera allo scatenarsi dell’ansia e conseguente panico.

Le situazioni che più spaventano il soggetto claustrofobico sono:

L’ascensore
Teatri e concerti, ma talvolta anche bar e ristoranti
Treni metropolitane ed autobus
Convegni e ricevimenti
Chiese affollate
Qualunque situazione in cui ci siano molte persone in poco spazio
Oltre a queste elencate ci sono anche altre situazioni che si vogliono assolutamente evitare:

Code in uffici
Rimanere bloccati nel traffico
Rimanere molto tempo in edifici molto alti e percepiti come insicuri.
Chi non ha mai provato la sensazione di ansia e terrore che prova chi soffre di questo disturbo non può nemmeno immaginare quanto possano essere invalidanti.

Cosa si prova negli stati d’ansia più acuta:

Tremori
Tachicardia ed iperventilazione
Difficoltà di respirazione
Sudore prima alle mani e poi nel resto del corpo
Formicolio agli arti
Secchezza delle fauci
Perdita di controllo
Paura di impazzire

Per questo motivo il claustrofobico cerca di disegnare percorsi e stabilire routine quotidiane che gli permettano di evitare il più possibile stadi di terrore acuto. Molto spesso però queste persone, cercando di evitare la tortura del terrore, finiscono per isolarsi sempre più, senza più nemmeno uscire di casa.

Cosa fare se anche te soffri di claustrofobia:

Non sforzarti, non credere a chi ti dice di affrontare le tue paure e frequentare spazi affollati, questo è infatti contro producente, perlomeno non farlo se hai appena iniziato a curare questo disagio.

La prima cosa che devi fare per uscire dal carcere che crea questa ansia è capire te stesso ed imparare tecniche di rilassamento. Meglio se con l’aiuto di uno psicologo comportamentista, se ne hai la possibilità, in alternativa puoi benissimo provare da solo/a.

Una cosa fondamentale è capire che essere allo stesso tempo rilassati ed ansiosi è impossibile e quindi usare tecniche come training autogeno, meditazione e tecniche di desensibilizzazione sistematica sono necessarie per vivere meglio da subito.

Prenditi i tuoi tempi ed ascolta il tuo corpo, impara a sentire quali sono i muscoli che ti si irrigidiscono quando provi ansia e terrore e cerca di rilassarli con le tecniche riportate qui sopra. Scoprirai che rilassando i muscoli tesi anche l’ansia si abbassa molto e potrai stare molto meglio in pochi minuti.

E’ possibile guarire?

Certo, è senz’altro possibile!

Ho letto molto a riguardo, e secondo alcuni studiosi e luminari della professione l’ansia con attacchi di panico è un cancello che una volta aperto è impossibile da richiudere, ma posso assicurarti che non è vero.

Si può uscire da questo stato solo imparando ed utilizzando ogni giorno pratiche di rilassamento e gestione dell’ansia. Imparare a respirare nel modo corretto ed imparare a gestire le emozioni nel modo giusto sono le basi per prevenire ansia futura.

Quali sono le cause non è facile stabilirlo, potrebbero essere traumi in età infantile o anche traumi subiti quando si era nel grembo materno. Altri studiosi pensano che l’ansia sia dovuta anche a fattori genetici.

Io credo che buona parte della colpa sia dovuta anche alla nostra società, ai ritmi che ci impone ed ai cliché rigidi a cui dobbiamo obbedire. Se tutto si muovesse molto più lentamente noi tutti staremmo molto meglio.